La mia Storia

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La mia storia inizia una mattina del 1972 nello studio grafico di Alfredo de Santis, in via Adelaide Ristori, una piccola strada dei Parioli.

Alfredo era già noto come uno tra i massimi progettisti grafici degli anni settanta, sviluppò uno stile visivo vivace, brillante e molto personale perchè riusciva a integrare la grafica con la pittura  e con grande capacità sapeva trasformare tutto in un progetto visuale significativo.

Quegli anni furono per me una grande lezione di metodo e di libertà inventiva..

a+studio+da+alfredo

Quando mi presentai per la prima volta nel suo studio per un colloquio di lavoro ricordo che ero molto preoccuto ed eccitato allo stesso tempo, era il mio primo rapporto di lavoro dopo aver superato a pieni voti, per creatività e precisione, la scuola di cartellonista. Vide i miei progetti scolastici, parlammo della grafica di quegli anni e senza dirmi altro mi salutò e disse: “ci vediamo domani mattina” e da quel giorno m’istallai nel suo studio per nove cortissimi anni.

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Iniziò così la mia collaborazione in quel magico studio arredato da tavoli neri, carta, matite, colle e vari strumenti che definirono il ruolo di chi ha il compito di progettare. Con lui potei sviluppare tante idee su temi diversi dalla politica al cinema, dall’industria all’editoria. Realizzammo sigle televisive per grandi nomi del cinema, per le serie TV che la Rai mandava in onda prima della visione del film.

Mi fece capire in quegli anni ciò che più mi piaceva fare e cioè usare le competenze tecniche e gli strumenti grafici di cui disponevo per applicare i criteri della chiarezza e della semplicità, essenziali per raggiungere quell’equilibrio della composizione che facilita la lettura e la comprensione del messaggio visivo.

E’ una scuola di pensiero che va nella direzione di togliere tutto il superfluo, di pensare le cose in modo semplice ed agire di conseguenza.. Con lui ho imparato il segreto del buon progettista che è quello di saper ascoltare perchè se si presta attenzione, il cliente dà quasi sempre la soluzione. Le parole sono importanti quanto le immagini in quanto le immagini possono essere più potenti delle parole.

In quegli anni capii che il disegno grafico è un atto di trasformazione, porta in sé la propria responsabilità culturale, ecologica, sociale e politica; deve sorprendere e informare.

Il tempo passò velocemente tra viaggi, appuntamenti con clienti e presentazione dei progetti, da Napoli a Bologna, da Pordenone a Venezia e un giorno, con quasi le lacrime agli occhi mi disse:

“ora devi andare da solo, so che non sarà facile ma ti auguro buona fortuna”.

E da quel giorno la mia voglia di progettare diventò il mio mestiere…….

…..ciao Alfredo.

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